Aggiornato a settembre 2026
Un tappeto cinese si riconosce prima di tutto dal disegno: fondo ampio e poco affollato, pochi motivi ben distanziati (fiori, nuvole, draghi, simboli di buon augurio) e colori spesso giocati sul blu e sull’avorio. Il secondo indizio è il vello: di solito è folto, e nei pezzi più curati è scolpito, cioè tagliato più basso lungo il contorno dei motivi, che così sembrano in rilievo.
Detto questo, «tappeto cinese» è un’etichetta larga. Sotto ci stanno pezzi antichi da collezione, i tappeti art déco degli anni Venti e Trenta e una grande produzione moderna, a volte molto economica. Qui trovi come distinguerli e cosa guardare prima di comprarne uno.
Come si riconosce un tappeto cinese
Rispetto a un persiano la differenza si vede anche da lontano. Il persiano tende a riempire tutta la superficie, con medaglioni, bordure fitte e disegni che arrivano fino ai bordi. Il cinese lascia respirare il fondo.
Le cose da guardare:
- Il campo: largo e in tinta unita, o quasi, con un medaglione centrale o motivi sparsi agli angoli.
- I motivi: peonie e fiori, nuvole, draghi, vasi, e simboli come il carattere della lunga vita. Il tappeto cinese a fiori è una delle ricerche più frequenti, ed è anche il disegno più diffuso nella produzione moderna.
- I colori: blu e avorio nei pezzi classici, beige e blu negli antichi, tinte più vivaci negli art déco.
- Il vello: spesso e morbido, con il taglio in rilievo intorno ai motivi nei tappeti di buona fattura.
- Il retro: in un tappeto annodato a mano il disegno si legge anche sul retro, con i nodi uno per uno. Se il retro è liscio, uniforme o coperto da una tela, è quasi sempre un tappeto fatto a macchina.
Attenzione a un equivoco: il disegno Pechino è un modello, e non ci dice dove il tappeto è stato annodato. In galleria, per esempio, abbiamo un tappeto Ghazni a disegno Pechino, blu e senape: tessuto in Afghanistan, con un disegno di tradizione cinese.
I tappeti cinesi antichi
Per antichi si intendono di solito i tappeti tessuti fino ai primi decenni del Novecento, nelle regioni del nord della Cina e nelle manifatture intorno a Pechino. Sono in lana, con colori naturali che col tempo si sono ammorbiditi, e disegni simbolici: il drago, le nuvole, le onde.
Nel linguaggio del commercio un tappeto si dice antico quando ha all’incirca cent’anni, semi-antico quando ne ha più di cinquanta. Non è una regola scritta: l’età vera la dicono i materiali, i colori, il modo in cui è annodato e l’usura, e va valutata pezzo per pezzo.
Nella nostra collezione di tappeti antichi ci sono due pezzi cinesi di grande formato, entrambi in lana, beige e blu:
- un tappeto cinese antico a disegno Drago, 365 × 278 cm;
- un tappeto cinese antico di 350 × 275 cm.
I tappeti cinesi art déco
Negli anni Venti e Trenta alcune manifatture cinesi, soprattutto a Tianjin, cominciarono a produrre tappeti pensati per il gusto europeo e americano del tempo. Il nome più noto è quello di Walter Nichols, un americano che a Tianjin diresse una manifattura, e ancora oggi si parla di «tappeti Nichols».
Si riconoscono al primo sguardo:
- colori decisi e insoliti: melanzana, viola, verde acqua, rosa antico, blu intenso;
- composizione asimmetrica, con mazzi di fiori o rami che partono dagli angoli e lasciano libero il centro;
- bordure sottili, o nessuna bordura;
- vello alto e scolpito, che dà profondità ai fiori.
Sono pezzi ricercati, e proprio per questo sono stati molto imitati. Se ne vedi uno in vendita, guarda il retro e chiedi l’epoca: un art déco originale ha quasi un secolo, e i segni del tempo si vedono.
I tappeti cinesi moderni
Dalla seconda metà del Novecento la Cina è diventata uno dei grandi produttori di tappeti. Una parte della produzione è annodata a mano, spesso con il vello scolpito e i disegni a fiori; un’altra parte è fatta a macchina o «taftata», cioè con il pelo inserito a pistola su una tela e fissato sul retro con la colla.
Per questo i prezzi dei tappeti cinesi vanno da poche centinaia di euro a cifre da collezione. Per un tappeto cinese economico la domanda giusta non è «quanto costa?» ma «come è fatto?». Un annodato a mano di piccolo formato può costare meno di quanto si pensi e durare decenni, mentre un taftato dopo qualche anno di calpestio perde il pelo.
Nel nostro catalogo trovi, fra gli altri:
- un tappeto cinese Pechino color indaco, 230 × 150 cm;
- un tappeto cinese quadrato, 200 × 200 cm;
- alcuni scendiletto cinesi in lana di 112 × 69 cm, nella collezione classici;
- tappeti e passatoie di produzione tibetana, come questa passatoia Tibet rossa e blu di 305 × 64 cm, nella collezione moderni.
Cosa guardare prima di comprare un tappeto cinese
- Giralo. Il retro dice se è annodato a mano o fatto a macchina.
- Guarda le frange. In un annodato a mano sono la continuazione dei fili dell’ordito; se sono cucite a parte, è un indizio di produzione industriale.
- Tocca il vello. Deve essere compatto e tornare su quando lo premi. Un vello che si stacca a ciuffi non promette niente di buono.
- Controlla i colori. Nei pezzi vecchi una leggera differenza di tono (l’«abrash») è normale. Macchie di colore colato vicino ai bordi sono invece un segno di lavaggi sbagliati.
- Guardalo dal vivo. Le foto non rendono il rilievo del vello né la luce della lana. I tappeti del catalogo li puoi vedere nella nostra galleria di Lodi, in Corso Umberto I 49.
E una volta a casa? Il vello folto dei cinesi trattiene molta polvere: ogni qualche anno va lavato a mano e ad acqua, mai a secco e mai in lavatrice, per non rovinare il rilievo.
Domande frequenti
Dal fondo ampio e poco decorato, dai motivi sparsi (fiori, nuvole, draghi), dai colori spesso blu e avorio e dal vello folto, a volte scolpito intorno ai disegni. Guarda anche il retro: in un tappeto annodato a mano il disegno si vede anche lì.
Nel commercio si considera antico un tappeto di circa cent’anni e semi-antico uno di più di cinquanta. L’età però va valutata sul pezzo, guardando materiali, colori, tecnica di annodatura e usura.
Sono tappeti prodotti in Cina, soprattutto a Tianjin, negli anni Venti e Trenta del Novecento per il mercato occidentale. Hanno colori decisi come viola e verde acqua, fiori che partono dagli angoli e vello alto e scolpito.
Dipende da età, tecnica e misura: uno scendiletto moderno annodato a mano può costare poche centinaia di euro, un antico di grande formato molte migliaia. Il prezzo di ogni tappeto in vendita lo trovi sulla sua scheda nel nostro catalogo.
Sì, ma serve un lavaggio a mano e ad acqua, perché il vello alto e scolpito si rovina con il lavaggio a secco o in lavatrice. Noi li laviamo nel nostro laboratorio, con ritiro e consegna a domicilio gratuiti fino a 40 km da Lodi.